DA ROGLIANO A REGGIO CALABRIA, I MURALISTI TRASFORMANO BORGHI E PERIFERIE IN PRESIDI D'ARTE CONTEMPORANEA 

I primi murales, a Diamante e a Favelloni, risalgono agli anni '80. Ma il fenomeno della street art calabrese esplode a Catanzaro, nel 2014, con la prima edizione di AltRove festival, una kermesse che attira nuovo turismo culturale. 

di Roberta Caruso e Donata Marrazzo 17/02/2017

Colori, forme e geometrie che dialogano con il paesaggio urbano. Che portano la bellezza dove non ce n'è, nelle periferie, negli spazi abbandonati, nei centri storici. E lasciano sui muri messaggi di cambiamento, di dissenso, comunque segnali di fermento. La street art rafforza l'identità dei luoghi e inventa altre  strategie di rinascita culturale. Anche in Calabria. Anzi soprattutto in Calabria, una terra che in pochi anni si è affermata come nuovo laboratorio del muralismo d’avanguardia nazionale ed europeo.

Tutto è iniziato a Diamante, in provincia di Cosenza, conosciuta come città dei murales. Ed è proseguito a Favelloni, in provincia di Vibo Valentia. Ma l'esplosione del  movimento della steet art calabrese è più recente: il fenomeno si è sviluppato tra Rogliano, Amantea, Rosarno, Reggio Calabria, Lamezia,  ma soprattutto Catanzaro che con AltRove festival è diventata un centro di produzione artistica internazionale.

Questa che segue è una mappa delle esperienze più significative, da quelle tradizionali,  epiche e realiste, all'avanguardia più astratta e concettuale.

Sui muri di Diamante la "Visione oggettiva del Sud"

L’ "Operazione Murales" a Diamante è partita nel 1981,  da un artista di origini milanesi  che mise in piedi il primo progetto per la riqualificazione del centro storico. Nani Razzetti organizzò un raduno di  83 pittori, italiani e stranieri,  che nella stagione estiva trasformarono  i muri in tele d’artista. Erano gli anni in cui Keith Haring disegnava con il gesso sulle pareti della metropolitana di New York.

Il tema da sviluppare era la "Visione oggettiva del Sud" e i primi a cimentarsi in un murales furono i coniugi Michele ed Angiolina Sposito di Ferrara, con un mosaico realizzato sulla parete esterna della Chiesa Madre. Racconta la genesi di Diamante, dal ritrovamento del graffito del Toro di Papasidero fino alla vita di  contadini e pescatori.  Ai tempi fu un cantiere-scuola e negli anni l’opera è stata integrata con nuove interventi durante Muralespanso, progetto di ampliamento dei dipinti realizzati sui muri del centro storico della Perla del Tirreno. Fra i più significativi, anche quello del pittore israeliano Baruch Kadmon,  che riproduce in corso Garibaldi il ritratto fotografico della famiglia Lusetti  scattato dall’ americano Paul Strand: c’è una donna sull’uscio di casa e figli e marito intorno forse di ritorno dal lavoro (dal mare, dai campi, dalle cedriere, dai cantieri edili) o in attesa di cominciare la giornata. Nel 2013 Francesco Bulzis, nella stessa strada, ha dipinto un murales per Lampedusa. Tra il borgo di Diamante e la frazione di Cirella si contano circa 200 opere. 

A Favelloni la rappresentazione del mondo rurale

Anche  Favelloni, una frazione del comune di Cessaniti in provincia di Vibo Valentia, a metà degli anni ’80, si è trasformata in un centro dedicato alle opere su muro: l’imprenditore Demetrio Rosace,  presidente di “Favelloni Murales Onlus”, ebbe l’intuizione di rendere il  borgo una grande rappresentazione della vita contadina e marinara, chiamando a raccolta  una trentina di street artist da tutto il mondo. Spesso tornano per ampliare le loro opere o realizzarne di nuove.

Pizzo Internazional con lo Strati Festival

La kermesse di Pizzo per la riqualificazione urbana è lo Strati Festival che lavora per dare una nuova identità estetica - e nuove prospettive - al meraviglioso paesino che guarda il golfo di Sant'Eufemia. Il progetto è promosso dall’associazione Radici (Gregorio Torchia, Gloria Pizzonia e Domenico Ceravolo), in collaborazione con il Comune che guarda alla street art come a uno strumento  di effettiva riqualificazione urbanistica con cui ripensare i luoghi. Da 4 anni il Festival richiama in Calabria i nomi del muralismo internazionale come la spagnola Lucia Alonso e il cinese An Wei Lu Li, affiancati da rinomati artisti locali: lo scultore Antonio La Gamba ha realizzato sagome di gatti in ferro battuto, installate sui muretti e i cornicioni di corso San Francesco.

Pizzo, Murales di Lucia Alonso

Gulìa Urbana a Rogliano

Al Gulìa Urbana di Rogliano partecipano grandi nomi del muralismo  italiano. L'ultima edizione, la scorsa estate, ha visto all'opera la romana Alice Pasquini, Uno (che ha orgini calabresi ma opera a Roma), Cheone, Ivan Tresoldi e  Massimo Sirelli (designer torinese di fama internazionale, nato a Catanzaro, che utilizza il writing, la street art e i graffiti) per un progetto che vuole riqualificare Rogliano attraverso la street art.  Il nome del festival  "gulìa", è in dialetto calabrese, e vuol dire desiderio, voglia. Ed è proprio dal desiderio di un gruppo di giovani, intenzionati a riqualificare gli spazi urbani, che nasce nel 2012 il Festival organizzato dall’associazione Rublanum. Già il logo è significativo e sintetizza l'intento: "Una scala appoggiata su un muro, per chi ha voglia di  salire, di andare sempre più in altro". Oltre tutti i muri, i limiti e le costrizioni. Come? "Colorandoli i muri, rendendoli vivi, trasformandoli in  altro: un volto, un cuore, una linea", afferma Giacomo Marinaro che con Andrea e Mattea Falbo gestisce l'associazione. Sono loro che provvedono ai permessi per l'utilizzo degli spazi: "Abbiamo ricevuto la concessione di un'area, Hall of fame, nella quale gli artisti potranno lasciare il proprio segno in piena libertà", spiega Giacomo.

Gulìa è un'iniziativa di successo che sta spingendo gli organizzatori a creare una residenza per artisti pronti a esprimersi nella città (e non solo sui muri). Casa Rublanum proporrà anche workshop, mostre, convegni. “Finora abbiamo privilegiato l'arte urbana, ma siamo aperti in realtà a ogni tipo manifestazione artistica. Siamo in continua ricerca di nuovi stili e intenzionati a prendere contatto con i nuovi protagonisti della scena contemporanea. Programmando di portare presto Gulìa Urbana in tour”.  

A Catanzaro AltRove porta l'arte fra la gente 

AltRove è un contenitore che racchiude il futuro dell'arte contemporanea.  E' un festival, una galleria, un collettivo d'artisti dal 2014 impegnati a Catanzaro nella promozione di opere pubbliche murali: Eddie Suraci e Vincenzo Costantino, danno voce a una generazione che riparte dal modo di fare città (che non è solo un concetto architettonico), fra limiti, contraddizioni, ma anche nuove e straordinarie possibilità. Dalla prima edizione di AltRove Festival Catanzaro non è più la stessa: si mostra bella. E la gente la racconta. 

"Agiamo d’azzardo in una terra ormai disabituata a scavare nel profondo", spiegano i due producer.  

 

A Roma il Group Show di Eddie e Vincenzo  con Abstactism

Con 108, 2501, Alberonero, Alexey Luka, Aris, Giorgio Bartocci, Clemens Behr, Ciredz, CT, Ekta, Erosie, Graphic Surgery, Gue, Martina Merlini, Moneyless, Nelio, Domenico Romeo, SBAGLIATO, Sten Lex, Tellas, THTF hanno costituito un gruppo affiatato che porta nelle gallerie il nuovo senso dell'arte urbana. La prossima mostra è Abstractism alla Galleria Varsi di Roma, il 18 febbraio: un progetto di ricerca sul muralismo d’avanguardia italiano ed europeo raccontato attraverso una mostra collettiva.

"Risveglio", fra i murales più belli del mondo

“A tre anni di distanza dalla prima edizione di Altrove Festival non possiamo che essere felici dell’impatto che abbiamo avuto sulla città: le persone sono entusiaste e ci trasmettono quell’eccitazione necessaria per continuare a proporre iniziative culturali sul territorio - spiega Vincenzo -  Grazie all’arte urbana e all’attenzione che i media ora le dedicano, il nome della città di Catanzaro ha fatto il giro del mondo e riceviamo continue richieste da parte di visitatori interessati al muralismo". Del resto "Risvegli", realizzato su una parete esterna della Scuola Elementare Aldisio, è fra i 2o murales più belli del mondo, secondo la classifica della community di Wide Walls, una delle più autorevoli nel settore. Lo ha dipinto  Gola Hunden, muralista di Cesena che vive a Barcellona.

Innamorarsi di un muro

Come nasce un murales d'avanguardia? “Ci sono muri che abbiamo visto per caso e di cui ci siamo innamorati a prima vista. Ed è lì che vuoi esprimerti. Quando ti abitui a camminare a testa alta, osservando quello che ti sta intorno e sopra e sotto vedi tutta un’altra cosa, un'altra città". Ma AltRove non è solo muralismo. La galleria d’arte urbana all’interno di Palazzo Fazzari che, in pieno centro - che coinvolge in attività anche i ragazzi del liceo Artistico e dell’Accademia di Belle Arti  - è il luogo in cui continua e si approfondisce la ricerca. “Vogliamo produrre arte contemporanea e creare ogni possibile situazione di scambio e contaminazione", aggiunge Vincenzo. E negli anni durante sono nate tante collaborazioni fra pittori, architetti, musicisti, ballerini. “Il fatto che queste connessioni nascano a Catanzaro per svilupparsi in progetti concreti anche fuori dalla nostra città ci riempie di orgoglio e ci spinge a continuare ad esplorareogni ambito creativo”.

AltRove ripensa il centro storico

E dopo aver riportato colori e bellezza nelle periferie, ora AltRove guarda al centro storico. “Credere che l’arte contemporanea e la street art in particolare sia adatta solo alle periferie significa ghettizzarla, considerarla un' arte minore: questo  momento storico e artistico in verità ci sta dicendo invece proprio il contrario. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con artisti eccezionali per gusto, sensibilità e rispetto dei luoghi, così ora  l’inserimento delle nostre opere all'interno della città antica ci sembra un passaggio indispensabie e stimolante". In città non tutti concordano, però.

Oriolo, Murales di Sara Fratini

Soffici e libere, le donne sui muri di Sara Fratini

Semplice, sinuosa e fluida, Sara Fratini è una firma del muralismo internazionale e una rinomata illustratrice. Dal Venezuela è arrivata ad Amantea per portare sui muri la sua idea di arte e di donna.

“Quando ho iniziato a fare i murales ho scoperto quello che stavo cercando. Una parte di me che non conoscevo, una Sara senza paura che dipingeva 20 metri in pochi giorni. Vedere un muro che prende forma, che vive, mi rende piena. Mi dà un senso di profonda soddisfazione”.

Sara raffigura la bellezza dentro. In particolare quella di donne comuni. Magari morbide, accoglienti, giocose. “Donne un po’ più grandi di dimensioni - dice con il suo accento spagnolo - più formose di quelle che vediamo nel mondo della moda”. Una scelta che esprime il suo dissenso verso una società che porta le donne a inseguire una perfezione che non esiste, a rincorrere uno stereotipo. “Per questo disegno donne felici, libere, nude, indipendenti, donne che seguono i propri sogni e lavorano per quello”. Un inno alla libertà. Che è piaciuto anche a Wjcon, nota azienda di cosmetici, che ha voluto le illustrazioni di Sara per la collezione in edizione limitata“Reflective introspection, a vision beauty”.

 

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"Disegno in difesa della felicità di tutti"

“Io sono cresciuta in Venezuela, un paese dove le donne si preoccupano tantissimo del giudizio degli altri. E degli uomini. È una schiavitù. Con il mio lavoro provo a rompere queste catene inviando un messaggio di forza. Perché siamo esseri forti e tutto quello che vogliamo fare lo possiamo fare, piaccia o meno alla società”. Il tema dominante adesso è quello dei rifugiati: " I miei murales sono un posto sicuro per l'integrazione". All'interno della rassagnea Cinema Ambulante, storie di integrazione, promosso dall’associazione La Guarimba (vincitrice del bando “MigrArti – Cinema” del MiBACT), ad Amantea, ha realizzato un murales con gli ospiti del Centro di prima accoglienza. Per  difendere il diritto alla felicità di tutti.

Rosarno, la Piovra trafitta di Romeo  (successivamente cancellata)

Romeo, un nuovo alfabeto in nome dell'arte

Un alfabeto di ali, onde, graffi, tagli che danno  nuovi nomi all’arte. Che ne ricercano il senso profondo ben oltre quello del decoro urbano, della riqualifica o del mero abbellimento. Anzi, nel caso di Domenico Romeo, muralista, graph designer e calligrafo, originario  di Palmi (Reggio Calabria), quella di esprimersi sui muri è arte pura, arte per l’arte, un’interpretazione estetica (e mistica) dell’esistenza. Attivo nel gruppo di AltRove,Romeo ha anche partecipato al collettivo  Sbagliato che ha portato la street art nelle periferie romane. L'esordio nel 2012 in un'altra galleria della Capitale, 999  contemporary, dove, con il suo alfabeto criptico, si è misurato con i grandi nomi della street art, dall'americano Gaia all'australiano Reka.

Condividere,  confrontarsi, cercare l'uomo dentro l'artista, in una visione comune e in una molteplicità di stili: ecco cosa spinge Romeo a "fare muro" con gli artisti di AltRove con cui sta  definendo un percorso comune che li vedrà protagonisti della scena internazionale.

Murales tra la gente

"Ho tramutato la mia storia il lettere, in segni che rappresentato il mio rapporto più intimo con l'arte. Sono atti spirituali, gesti poetici con cui medito e mi elevo", spiega Romeo. La sua quatidianità è fatta di quaderni, di fogli di carta e di tele su cui utilizza china, acquarelli, acrilico. Ma il muro resta il supporto più interessante: "I murales  mutano in corso d'opera, a seconda di quello che si muove intorno, alla gente che passa e ti dice la sua o ti suggerisce un titolo. Tutto influenza il risultato finale", aggiunge. E' arte socializzata.

A Reggio Calabria la Madre di Arghillà

Molti comuni hanno compreso l'importanza della street art, sintomo di rinnovamento e di vitalità urbana, e ora, dopo averla a lungo contrastata, la sostengono. O quanto meno tentano di regolamentarla.

Come ha fatto Reggio Calabria che si è dotata di un regolamento per individuare i “muri palestra” da dare in gestione, dietro presentazione di apposita richiesta, ai cittadini della città metropolitana che vogliano praticare il muralismo. Per il sindaco Giuseppe Falcomatà "il tema è di grande attualità per la rigenerazione dei quartieri urbani e delle aree più degradate. Il  regolamento ci consentirà di rendere la città un museo a cielo aperto".

Roske & Loste più di  un anno fa ha realizzato nel quartiere periferico di  Arghillà un murales contro i pregiudizi. Maurizio Giulio Gebbia, questo il nume del muralista siciliano, ha dipinto sulla facciata di un palazzo la Madre di Arghillà.

La natura di G. Loois nella periferia di Lamezia

Attivo a Lamezia Terme, dove ha lavorato sui muri del Quartiere Razionale, G. Loois è un altro protagonista del muralismo calabrese  e partecipa ad AltRove Festival: con le sue opere racconta il rapporto simbiotico con la natura e tutti i suoi elementi. Con i suoi murales ha  contrbuito (insieme a Squad Rebel) a far rinascere un rioni abbandonati, lasciando sui muri la bellezza di foglie, piume, rocce, pietre, pesci, onde del mare e zolle di terra. 

Catanzaro, Risveglio

Gola Hunden

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