Rosanna Mazzia: le ciliegie, le rose, le donne la filiera corta della politica 

di Donata Marrazzo | 28 Giugno 2017

«Le donne servono alla politica perché sono capaci  di parlare un linguaggio più schietto con l'elettorato. Sono empatiche, pragmatiche, si fanno carico dei problemi degli altri con una naturalezza ancestrale. La gente lo percepisce e si fida. La politica ha bisogno proprio di questo,  di riconquistare la fiducia dei cittadini, in un rapporto di rispetto reciproco». A pochi giorni dagli esiti delle amministrative 2017, in cui in Calabria sono state elette sindache solo 3 donne (su 80 candidati), a Caulonia, Ciminà e Staiti (solo 2 in 25 capoluoghi italiani), le parole di Rosanna Mazzia, prima cittadina di Roseto Capo Spulico, Alto Ionio Cosentino, fanno riflettere.

 

Deficit di democrazia

Perché se la politica ha bisogno di donne, le ultime elezioni hanno lasciato tutto com'era: resta quasi invariata, infatti,  la percentuale dell'8,5%  di sindache calabresi. In una regione, è utile ricordarlo, che è stata la prima a  eleggere sindaci in gonna. A Tropea, nel 1946, fu prima cittadina  Lydia Toraldo Serra e a San Sosti fu eletta  a 24 anni Caterina Tufarelli Palumbo Pisani. La questione non è di sicuro solo di genere, ma rappresenta un deficit di democrazia.

 Politica senza filtri

«Ci vuole una forte spinta ideale per fare politica sul territorio. I bisogni degli altri sono vicinissimi, non ci sono filtri. C'è un contatto intimo con la gente e le difficoltà, le gioie o i lutti della comunità sono condivisi.  L'approccio di una donna in certi casi  è più efficace, mantiene con più facilità equilibri e sinergie. I miei cittadini mi portano rispetto, bussano alla porta, chiedono scusa se mi interrompono, ringraziano per quello che faccio. Non è una favola, è la filiera corta della politica. Io qui per tutti sono Rosanna, è difficile che mi chiamino sindaco».

L'approccio di una donna in certi casi  è più efficace, mantiene con più facilità equilibri e sinergie. I miei cittadini mi portano rispetto, bussano alla porta, chiedono scusa se mi interrompono, ringraziano per quello che faccio. Non è una favola, è la filiera corta della politica.

Guardare il mare dal finestrino del treno

È trasparente e comunicativa Rosanna Mazzia. Con una risata dice che «ci sta rimettendo il fegato a fare il sindaco. Questa è un'esperienza invasiva, diventa tutta la tua vita». La militanza è iniziata a Modena, all'università (dopo il liceo classico a Trebisacce). «Ero una fuorisede piena di nostalgia, tanto che quando tornavo casa, a Rimini già mi sentivo arrivata perché vedevo il mare dal finestrino del treno». Nel '95 la laurea in Giurisprudenza e i primi incarichi alle politiche sociali. Vent'anni di feste dell'Unità, il Pd e nuovi impegni istituzionali. Vicesindaca ai tempi di Franco Durso, alle amministrative del 2014 incassa 840 voti su 1400 e con una lista civica diventa la prima cittadina di Roseto Capo Spulico. È la prima volta di un sindaco donna nella Città delle rose (che è anche quelle delle ciliegie). Una delle 7 Bandiera Blu 2017 della Calabria. «Diventare sindaco non è come fare un concorso per funzionari, è una promessa, un impegno a rappresentare tutti i cittadini».

 

La morsa del Fondo di Solidarietà Comunale

E quando i principali ostacoli sono finanziari, la soluzione ai problemi quotidinani di tutti diventa più difficile: «Roseto si regge sulle entrate garantite dai servizi comunali. Ed è complicato mantenere uno standard di efficienza quando ci si trova di fronte a uno Stato che chiede di più a cittadini che hanno di  meno». Roseto rientra nel Fondo di Solidarietà Comunale  che comprende quasi 600 comuni in Italia e 13 in Calabria, quasi tutti a vocazione turistica.  Prevede prelievi forzosi  da parte del Governo: il 66% nel caso di Roseto (da Imu e Tasi), per un totale di 700mila euro. «La ricchezza del mio comune è solo un'astrazione - spiega Rosanna Mazzia -  perché il calcolo non tiene conto né della popolazione fluttuante e neppure dei costi per servizi aggiuntivi propri delle località turistiche. Rischiamo il tracollo finanziario. Ma noi vogliamo continuare a fare turismo come si deve e dobbiamo poter garantire ai nostri cittadini e ai nostri ospiti, che in Calabria hanno deciso di investire comprando la seconda casa, quei servizi che caratterizzano e qualificano delle località attrattive come la Calabria merita. In che modo rimedio? Intanto con una oculata speding review. In un anno e mezzo, per esempio, abbiamo abbattuto la spesa per la raccolta differenziata  e con la lombricoltura eliminiamo l'umido. Con un'attenta ricognizione delle reti idriche, poi, siamo riusciti a individuare perdite che costavano al comune migliaia di euro».

Rosanna Mazzia accompagna la troupe di Sereno Variabile nel centro storico di Roseto Capo Spulico

Diventare sindaco non è come fare un concorso per funzionari, è una promessa, un impegno a rappresentare tutti i cittadini.

Cultura, natura e prodotti tipici per i turisti delle case-vacanza

Fra le best practices anche iniziative in ambito sociale e culturale, che prevedono innanzitutto percorsi di affiancamento per i giovani che si cimentano in progetti innovativi: «C'è un fiorire di associazioni, ma ci teniamo a formare una classe di imprenditori culturali e turistici adeguata, capace di  ideare  iniziative di interesse». Come  le Serenate a Federico, il festival che si svolge sulla spiaggia davanti al bellissimo Castello Federiciano (tra gli ospiti della prossima edizione Lina Sastri e Michele Placido), i tour nel centro storico (Roseto è tra i Borghi autentici d'Italia), i "pomeriggi favolosi" per i bambini. E poi c'è la valorizzazione dei prodotti tipici: il filettuccio di maiale, la pitta liscia e le ciliege che vantano la denominazione di origine comunale. E il Parco della qualità della vita, una palestra all'aperto realizzata su 400mq di demanio fluviale recuperati e bonificati, che è valsa a Roseto la Bandiera Verde della Confederazione Italiana Agricoltori. Un pacchetto gradito ai visitatori che soggiornano nelle case-vacanza, 3500 unità immobiliari, «ma molte andrebbero recuperate con piccoli interventi e messe in rete. Perché anche il turismo sta cambiando e bisogna adeguarsi».

 

Le camminate nel borgo

Intanto la sindaca si porta avanti: ha ripristinato il lungomare con corposi interventi, allungando la spiaggia,  ha costruito l'isola ecologica, finanziato l'efficientamento energetico di alcune scuole, ristrutturato e rigenerato, con la partecipazione dei cittadini, le mura  del paese vecchio, eliminando abusi e integrazioni posticce.  I residenti hanno collaborato e in cambio hanno ottenuto infissi nuovi e il ripristino dei luoghi. La mattina presto, quando si concede un momento tutto per sè camminando nel borgo si sente soddisfatta. E controlla che in  giro non ci siano erbacce e spazzatura.

Tutt'intorno, un fermento che lascia presagire qualcosa di buono: «Il notevole investimento sulla ferrovia jonica, l'ammodernamento della SS106, gli investimenti sugli scavi archeologici di Sibari sono ancora solo segnali, ma vanno nella giusta direzione. Questa è un'area che merita di vedere le proprie potenzialità realizzate, stando attenti a coniugare modernità e rispetto del territorio, senza barricate ideologiche. Di sole vocazioni e aspirazioni si muore - conclude Rosanna Mazzia -  Negli ultimi mesi stanno aprendo anche piccole attività, e io, da sindaca,  voglio contribuire con azioni mirate a creare i presupposti per nuove occasioni di lavoro per la gente di Roseto».

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