Schubert, Moment Musicaux op. 94 n. 4 - Ingrid Carbone, piano

Liszt, Schubert e la Matematica: ritratto di una concertista aristotelica 

di Donata Marrazzo | 7 Giugno 2017

Ingrid appartiene alla Musica. Da quell'inverno di tanti anni fa, quando un pianoforte entrò nella sala da pranzo della sua casa di Cosenza. Era in quinta elementare e quello strumento così ingombrante fu un regalo inatteso di mamma e papà. Con faciltà ha imparato a leggere le note, sfogliando un'antologia pianistica con composizioni di Schumann, Bach, Mozart, Clementi. Adorava le "Fiabe Sonore" dei Fratelli Fabbri (quelle che avevano come motivo "A mille ce n'è, nel mio mondo di fiabe da narrar...."). E già ascoltava Beethoven, la musica da film di Morricone, Charles Aznavour, Franck Pourcel. «Orchestra e canto come  massimo comune denominatore, per dirla in termini matematici». Ingrid Carbone è una donna esatta, precisa nel linguaggio. Aristotelica.

È la Matematica, che insegna all'Università della Calabria, unita allo studio rigoroso del pianoforte e del solfeggio, ad averle dato il "metodo". «La Matematica è scienza vitale in ogni campo della ricerca di base, mi ha aperto la mente in qualunque direzione.  Una disciplina creativa e rigorosa, che trasforma chiunque le si avvicini:  lo vedo con i miei studenti, arrivano impauriti ma  in poco tempo  ampliano la propria capacità di comunicare, discutere, di argomentare in modo corretto». 

Donna aristotelica e musicale

E questa è solo una parte del discorso. Perché più di tutto Ingrid è una donna musicale, piena di ritmo. Una concertista di talento straordinario, che riceve riconoscimenti internazionali e menzioni speciali: premiata al concorso mondiale Ibla Grand Prize nel 2015 e nel 2016, segnalata dalla New York Ibla Foundation tra “gli artisti che meritano l’attenzione del pubblico internazionale in quanto espressione di grande talento e professionalità”, per il suo “standard di eccellenza assoluta”. Fra i trofei anche  una “Scarlatti Special Mention”, per la sua capacità di interpretare al pianoforte il clavicembalista del '700 Domenico Scarlatti con  tecnica impeccabile, leggerezza, precisione e ritmo matematico.  Appunto.

Venerdì Ingrid sarà proclamata all'Unical Donna del Sud 2017 dalla sezione di Rende della Federazione Italiana donne arti professioni affari (Fidapa, movimento d'opinione indipendente, collegato all'omonima organizzazione internazionale, con 11mila socie in Italia).

La scelta di Ingrid

Ma Ingrid in fondo è anche una donna tormentata. «Parliamoci chiaro, la mia attività universitaria, che pure svolgo con interesse e soddisfazione e con totale riguardo verso gli studenti,  è comunque tempo sottratto alla Musica - dichiara senza mezzi termini  -  perché  la Musica ha bisogno non solo  di essere suonata, ma anche di essere pensata e  ascoltata. E richiede silenzio, il tempo  necessario delle pause, fondamentale in ogni esecuzione».

Dopo il diploma al conservatorio Stanislao Giacomantonio di Cosenza, dove «mi hanno formata grandi nomi del panorama musicale, come la fiorentina Maria Laura Macario, così severa da terrorizzarmi all'inizio, poi Flavio Meniconi, pianista toscano, e infine il maestro Francesco Monopoli», Ingrid  Carbone fa una scelta che in fondo non si è ancora del tutto perdonata. Anzi, per l'esattezza la fa due anni prima di conseguire il diploma in pianoforte principale:  decide di iscriversi alla facoltà di Matematica dell'Unical.  Tre anni e una sessessione ed è alla laurea, con una borsa di studio per continuare l'attività di ricerca a  Roma all'Istituto nazionale di Alta Matematica.  Ma è a Bari che vince il concorso e diventa ricercatrice. «Si può dire che viaggiavo con il pianoforte nella borsetta -  racconta  - ovunque andassi affittavo casa e strumento e cercavo immediatamente un corso per continuare l'alto perfezionamento pianistico. La Musica era ormai una necessità fisica e psichica. Senza mi sentivo una donna mozzata».

Teresa Greco Photos

Si può dire che viaggiavo con il pianoforte nella borsetta,  ovunque andassi affittavo casa e strumento e cercavo immediatamente un corso per continuare l'alto perfezionamento pianistico. La Musica  era ormai una necessità fisica e psichica. Senza mi sentivo una donna mozzata

Ingrid Carbone con Eugenio Prete

e il Maestro Cristiano Burato

Al pianoforte da solista

Per questo nel 2007 Ingrid si concede una chance. Costituisce un duo con il violinista Eugenio Prete. E' una lunga stagione di concerti, di auditorium e teatri pieni. Un successo che desta l'attenzione del grande Cristiano Burato: il pianista vuole sentirla suonare da sola. In fondo era l'occasione che stava aspettando. Ha inizato con prudenza il suo percorso da solista: con il suo rigore da musicista-matematica (e viceversa) ha sempre bisogno di misurarsi, di capire il punto esatto in cui si trova per poi "abilitarsi". «Mi metto in gioco, non ho paura della sconfitta - dice - anzi cerco sempre nuove sfide». Ingrid ha carattere, forza e determinazione. Un temperamento che rivela la sua matrice calabra.

E così ora suonerà in Israele, al Tel-Hai International Master Classes del Negev, dove si ritrova il gotha del pianismo mondiale: a fare da Patron il più grande pianista di tutti i tempi, il russo Evgeny  Kissin.  In ottobre in Germania, all’Università di Konstanz. Fra qualche settimana al Tempietto della Musica di Roma. Un calendario fitto che prevede la presenza costante del marito Aljosa Volcic, matematico, fratello del giornalista Demetrio, conosciuto durante la borsa di studio all'Istituto di Alta Matematica. Lo ha sposato nel 2010.

In Calabria ogni risultato vale doppio

Prima di posare le dita sui tasti, Ingrid si raccoglie in se stessa, a occhi chiusi per qualche secondo. Muove il collo, respira profondamente. Un "rapimento mistico" che cattura anche il pubblico.  Che sia Schubert, Schumann o Scarlatti, quello che viene dopo è musica che si fa racconto: «Con Liszt, soprattutto, compositore dalla scrittura intensa,  avverto che l'uditorio mi segue, distingue  le "voci" della storia», spiega Ingrid. Ma ci vuole tutto il suo talento per interpretare con tecnica fenomenale e totale coinvolgimento il più rivoluzionario poeta sinfonico dell'800.

In un ambiente prevalentemente maschile Ingrid Carbone si fa strada insieme a poche altre donne, come l'argentina Martha Argerich, la cinese Yuja Wang, la georgiana Khatia Buniatishvili.

Sospira a lungo prima di rispondere se le sue origini calabresi e le sue scelte legate alla Calabria  e alla sua famiglia (oggi Ingrid vive a San Fili, in provincia di Cosenza) hanno limitato la sua carriera da musicista.  Forse sì, ma resta in silenzo. Poi trova le parole: «Qui ogni azione vale doppio, e ogni sacrificio e qualunque risultato. Nelle aule dell'università come davanti al pianoforte. Oggi posso ritenermi finalmente una donna soddisfatta».

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