Scritto all'Alba Blog

Gli iris e mio marito

Resoconti saltuari

di Alba Mazzotta

1/04
2017Sabato

"Oggi è un giorno speciale, riesco a vedermi dall'esterno del mio corpo. Esco da casa e guardo in faccia il sole. Abito in una anonima campagna calabrese da dove al mattino vedo il fiume Crati rovesciato. Avete capito bene, rovesciato. Il suo percorso è disegnato in cielo da una linea retta di vapore acqueo che corre da Cosenza fino a Tarsia. Penso: Che meraviglia, sembra la Toscana! Sorrido e mi dico: Bella perché sembra la Toscana? Allora c'è qualcosa che non ho capito. Sorrido ancora e salgo in macchina. Riscendo subito. Devo fare una foto a quegli iris e a mio marito. Lui ora è diverso. Alle 9 di mattina un marito normale sarebbe incazzato nero. Lui no, non più da quando sta coi piedi per terra. Pardon, non per terra, nella terra. Gli faccio la foto, lo saluto e metto in moto. Mi fermo in piazza per bere un caffè. Parcheggio davanti al mio gommista, così mentre io bevo il caffè lui mi controlla le gomme dell'auto. Quando incontro il mio gommista la mente corre a sua moglie Rita, che fa dei " buccunotti" meravigliosi. 

Ora sono in piazza a Montalto Uffugo, una piazza come tante dei paesi della Calabria. Cassette di verdura e frutta in bella mostra, il furgone del pesce e quello dei formaggi in divieto di sosta, tanti pensionati in attesa davanti all'ufficio postale e macchine intrecciate davanti alla scuola. Insomma così vivace e disordinata alle 9 di mattina da sembrare di essere in mercato marocchino. Sorrido di nuovo: Ancora? Prima in Toscana, ora in Marocco! Allora mi sa che non ho capito niente. Il caffè non l'ho pagato. Non lo pago quasi mai. C'è sempre qualcuno nel bar che pare aspettare che io entri per dire: Buongiorno Avvoca', caffè? Bevo e rimetto in moto, direzione Tribunale di Cosenza. Ventiquattro chilometri di verde di ogni sfumatura misto al bianco dei ciliegi in fiore, al rosa dei fiori di pesco, a palazzine di ogni colore e dimensione, un po' di rifiuti abbandonati ai bordi della strada e tante buche in attesa delle ruote della mia macchina. Stamattina noto che ci sono persino delle simpatiche galline razzolanti ai bordi di uno dei tanti incroci della strada statale 19 che mi porta a Cosenza. Le galline e, sullo sfondo, il Campus dell'Università della Calabria. Mio Dio!!! Ma dove sono? L'università e le galline? I palazzi e l'erba medica? I rifiuti abbandonati e i ciliegi in fiore? Oggi è proprio un miracolo. Continuo a vedermi da fuori come in un quadro dai contrasti enigmatici e meravigliosi. Sulla via del ritorno la radio promuove il solito film: ndrangheta, appalti, politica. Cavolo - penso - proprio come in Calabria! Ora ho capito. Va cambiato il finale!!!".

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