Soveria Mannelli, 22 -24 Settembre

Reti, visioni, mappe,  andate e ritorni,

allo Sciabaca Festival voci  e storie

del Mediterraneo (e noi ci saremo)

di CalabriaCult | 21 Settembre 2017

"Il Mediterraneo non è solo un mare, ma un orlo di terra che lo costeggia", scriveva Pedrag Matvejevic nel suo Breviario Mediterraneo, un testo sacro per chi insegue i destini e le storie del mare. Quello Nostrum, in particolare, che nonostante oggi sia un luogo di tragedia,  resta, pur con le sue contraddizioni,  un simbolo di speranza. Un bacino di somiglianze, una patria comune con poca terra.

E di questo spazio geografico, la Calabria ne è un lembo, la propaggine più estrema dell'Europa. Che a Soveria Mannelli (Catanzaro) trova l'occasione per raccontarsi, all'interno dello Sciabaca Festival, organizzato da Rubbettino Editore. Tre giorni di viaggio  - metaforico -  di storie e confronti per risalire fino alle origini di questa terra, esplorandone le  lingue più antiche. Scoprendone nuove visioni, quelle suggerite dall'arte e dalla poesia. E una nuova geografia, più complessa, oggi. Perfino immaginare il futuro, tra arte, natura, cultura e scienza.  In programma autorevoli relatori e interventi di grande interesse: sui gerghi, le lingue e i dialetti perduti, sull'erranza, sull'dentità e la memoria, su Pitagora e il paesaggio felice delle aree interne. E il sogno contemporaneo di Nik Spatari, protagonista delle avanguardie europee del '900, che nel suo Musaba, a Mammola, integra il suo repertorio biblico, cosmico, mitologico, con la modernità. Anche le  scorribande geografiche di Ottavio Cavalcanti. E i sapori mediterranei dello chef Antonio Torchia.

Nella rete dello Sciabaca Festival

Il Festival, che prende il nome da una rete da pesca tradizionale, vuole essere proprio la fitta trama di

esperienze e culture, idee e scambi che qui e da qui, centro del Mediterraneo, convergono e si diramano. E  non a caso, per questa seconda edizione, tutto si svolge a  Soveria Mannelli (l'anno scorso la manifestazione si è tenuta a Pizzo): è il cuore della Vecchia Calabria,  da sempre un luogo di passaggio, di relazioni, di incontro e talvolta persino di scontro. Al confine tra Calabria Ultra e Calabria Citra, luogo di sosta per quanti da Catanzaro si recavano a Cosenza e da qui verso il Nord del Paese,  attraversata dalla storica Statale 19 “Delle Calabrie”. Un territorio  operoso, in cui ha sede, dal  1972 

l'azienda Rubbettino,  una delle più significative esperienze editoriali e imprenditoriali del Meridione. Soveria è stata insignita dal Centro per il Libro e la Lettura del marchio di pregio Città che legge, un riconoscimento per le politiche di promozione del libro e della lettura portate avanti dal Comune e dagli enti culturali cittadini.

Il 24 mattina partecipa anche CalabriaCult per  lanciare segnali di cambiamento raccontando storie positive sulla Calabria. Insieme a noi, all'interno del Museo Laboratorio del Lanificio Leo,  la matematica Rosanna Iembo, il restauratore Giuseppe Mantella, la regista Barbara Rosanò, l'innovatrice Maria Scalese.

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