Ecco il mulino social di Stefano Caccavari che a San Floro macina grano Senatore Cappelli

di Donata Marrazzo  31/01/2017

All'inizio c'era solo l' orto di Rita, di Franco, di Greta, quello di Gianvito, di Valentina, di Oreste, di Mara e Daniela, di Marcello e Teresa. Piccoli fazzoletti di terra presi in affitto per la stagione estiva e quella invernale. Ma già quel progetto agricolo di custodia della territorio, che ha aggregava dal vivo e attraverso il web le famiglie di San Floro e dintorni,  coinvolgendole nella lavorazione della terra, rigorosamente bio, lasciava intuire il talento di Stefano Caccavari. Erano i primi passi dell' Orto di famiglia.

 

Tutto comincia con un post su Facebook

Un post su facebook -  nemmeno un anno fa - e parte il progetto Mulinum: Stefano ha coinvolto il web nell’acquisto di due vecchie macine “La Ferté”” (le migliori pietre in commercio dal 1800) e ha costruito ex novo  una struttura, compresi i forni. Intorno un’enorme distesa di spighe Senatore Cappelli. La filiera del grano antico si inaugura oggi a San Floro, con l'apertura di Mulinum. Stefano lo aveva annunciato mesi fa che l'impianto sarebbe stato completato entro gennaio 2017. Una puntualità che gli fa onore e che accende i follower del progetto. Molti presenzieranno oggi alla macina del primo sacco di grano Senatore Cappelli.

Crowfunding da record

Un'iniziativa che è stata possibile grazie a una raccolta fondi da record: 500mila euro in meno di 3 mesi. Dall'estero e dall'Italia hanno aderito  mugnai e pizzaioli. Ma anche chi vuole tornare all’antico, mangiare come una volta.  C’è addirittura chi ha investito per intestare le quote ai figli. In cambio, una card per i sacchi di farina. Ed è un valore.

 

Bioedilizia ed energie rinnovabili

Il Mulino di San Floro sorge su 7 ettari di terreno in località Torre del Duca. All'interno sono in azione 4 macine di pietra (due dell’800, marchio “La Ferté”), due forni per produrre pani tradizionali e presto una pizzeria biologica. Tutte le strutture sono realizzate in bioedilizia e uitlizzano solo energia rinnovabile. Altro  che  mulino bianco di Banderas.

 

Le prime immagini di Mulinum

Mulinum sfornerà il "bruniettu" caldo

Nelle macine viene lavorato il Senatore Cappelli, il Rubeum (grano tenero rosso) e il Iermano (segale): Stefano prevede di raggiungere 3.500 quintali di grani antichi, oltre al farro. Il progetto piace agli addetti ai lavori e all'università di Catanzaro (dove Stefano studia Economia): a Roma il panificatore Gabriele Bonci di Pizzarium sta studiando la ricetta tradizionale del “bruniettu”, il pane di San Floro che  la nonna di Stefano preparava in casa. Mulinum ha ottenuto anche il placet del professor Franco Berrino  che è pronto a collaborare per la costituzione di un comitato scientifico. Scrive a Stefano: "Questa iniziativa è una boccata d’aria fresca. Molto bene macinare a pietra grani antichi. Ti do una mano". 

L'interno di Mulinum, pronto il primo sacco di Senatore Cappelli

15 quintali di grano al posto di un Mac

"L’anno scorso avrei dovuto compare un nuovo Mac. Avevo a disposizione poco più di 1000 euro. E ho deciso di spenderli  per produrre 15 quintali di grano coltivando un ettaro di terreno - spiega  Caccavari -  Così ho recuperato il mestiere dei miei nonni e difeso il mio territorio".

Il clamore dell sue iniziative agricole hanno di fatto fermato la realizzazione in zona della più grande discarica d’Europa. L’isola ecologica di Battaglina prevedeva una vasca di 40 ettari, con una capacità di abbanco di 3 milioni di metri cubi,  per rifiuti solidi e speciali. Una pattumiera da 300 tonnellate al giorno. 

E invece San Floro oggi è  la bio-valley della Calabria: a perdita d'occhio terreni coltivati e distese di grano.

PERSONE DELL'ORTO DI FAMIGLIA

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