Al Museo del Presente di Rende

le visioni disturbanti dell'arte al tempo

della globalizzazione

di  Elisa Longo | 30 Ottobre  2017

Ciò che si vede nelle sale espositive del Museo del Presente di Rende, fino al 18 Novembre, «non è il riassunto oppure il compromesso finale di un percorso, ma l’inizio di un cambiamento di un racconto artistico che trova nell’interazione di diverse sensibilità l’alimentazione necessaria per accedere, riuscire a varcare quella soglia e comunicare all’interno del vasto mondo di Camera 237.  Lo spazio espositivo non diventa contenitore di un progetto, ma contenuto vincolante di questa idea».  Così Roberto Sottile, curatore della mostra, spiega come nasce “Login” e come si sia evoluta nel corso di un intero anno, passando dalla strada all'istituzione museale grazie anche alla disponibilità dell'amministrazione comunale di Rende, con il sindaco Marcello Manna e l'assessorato alla Cultura diretto della professoressa Marta Petrusewicz.

Angelo Gallo e Lucrezia Siniscalchi

Camera 237

Camera 237 è un duo composto da Angelo Gallo (Cetraro, 1988) e Lucrezia Siniscalchi (Crotone, 1992), artisti dalla forte personalità artistica coltivata in ambiente accademico, ben riconoscibili grazie ad un percorso individuale che li ha forgiati, ciascuno con esperienze e scelte linguistiche differenti. Eppure, nella Camera237 che è forse un luogo intimo e inesauribile, forse la proiezione di uno spazio fisico circoscritto in cui confrontarsi, proteggersi dalle intemperie della realtà contemporanea ma riuscire per questo, dietro i vetri, a fare analisi, a diventarne gli studiosi più attenti, a provare soluzioni, a denunciare, a comunicare e suscitare nell'altro la voglia di una non passività. Una zona franca che ha stimolato agli artisti una riflessione sulle paure e gli effetti della globalizzazione. Anche in un contesto, come quello calabrese, in cui necessaria e auspicabile è oggi la salvaguardia di un'identità locale, che è memoria storica, che è identità individuale, che è relazione umana e interazione con l'ambiente. 

Login, la visione di due artisti sugli effetti della globalizzazione

Login è allora il risultato di una matematica inesatta, che somma i dati del reale alla visione disturbante dei due artisti. La mostra apre con una sezione fotografica che racconta il percorso evolutivo di Login nell'arco cronologico di un anno. Nella sezione principale dialogano in perfetta sintonia i linguaggi differenti di Angelo Gallo e Lucrezia Siniscalchi, passando dall'installazione fotografica a quella audiovisiva, dalla calcografia alla scultura fino al ready-made. Uno spazio arioso e ben fruibile, in cui il pubblico (accorso numerosissimo durante la giornata inaugurale del 28 ottobre) interagisce costantemente con l'opera, potendo accedere a più di un livello di lettura e comprensione, come previsto per le opere con Qr code. Uno spazio ben organizzato e godibile pienamente, in cui emerge anche l'attenzione e la precisione del curatore.

Roberto Sottile e i giovani storici dell'arte dell'Unical

Roberto Sottile, crtitico d'arte, direttore del MABOS Museo d'Arte del Bosco della Sila - un'energia giovane, tangibile -  ha raccontato con entusiasmo  ai giovani storici dell'arte dell'Università della Calabria, che durante la fase d'allestimento sono stati parte attiva dei lavori, il coraggio e la determinazione che gli hanno assicurato  un curriculum invidiabile: una laurea in Storia dell'Arte nel 2008; una permanenza florida presso il MAON Museo d’Arte dell’Otto e Novecento di Rende, diretto dal  Prof.re Tonino Sicoli,  col quale ha collaborato per la curatela di diverse mostre; varie altre collaborazioni con la Galleria Nazionale di Cosenza, col Museo del Presente di Rende; la direzione artistica della Biennale Magna Grecia a San Demetrio Corone nel 2015, la direzione del Mabos Museo d'arte del bosco della Sila e molto altro. 

Roberto Sottile

«Angelo Gallo e Lucrezia Siniscalchi  - continua Sottile - ci invitano ad entrare nella loro camera 237 alla scoperta di questi oblii contemporanei, offrendoci la possibilità di vivere questa esperienza in prima persona, attraverso la consapevolezza e la conoscenza di ciò che siamo. Login diventa interazione non solo creativa ma anche tra i diversi soggetti coinvolti in questo percorso complesso che ha dato la possibilità al duo Camera 237 di presentare un variegato percorso artistico: dalla performance, all’installazione che si sono mescolate con la pittura, la scultura e la fotografia. Un percorso finale che discute sugli effetti di questa globalizzazione, attraverso l’arte contemporanea».

 La ricerca di artisti calabresi

Ma ciò che subito comunica l'agire sciolto ma sempre professionale di questo personaggio durante il suo percorso a slalom tra le opere d'arte, gli attrezzi del mestiere e la capacità a relazionarsi è la sua ricerca di artisti calabresi attivi sul territorio. Una ricerca che, addizionando esperienze e necessità d'azione, ha contribuito ad intrecciare e rendere comunicanti, da Settembre 2016, le direzioni del critico e del duo Camera 237.

Momenti della performance a Lamezia Terme

Le opere in mostra

Tra le opere, Borderline (installazione fotografica, 2017 ) di Lucrezia Siniscalchi taglia l'atmosfera con la stessa irruente restituzione della materia che dimora le sue opere, ma con un senso della velocità più percettibile, una scansione del tempo comprensibile all'uomo contemporaneo. Sono volti e sono trasparenze, emozioni che dialogano a passo svelto, aldilà della linea di confine che separa la finzione dello strumento artistico dalla realtà della vita sensibile. È un divenire liquido che straborda, stropiccia, tenta di spezzare quel velo di plastica che ne è il limite, il filtro, il condizionamento.

Gli outfit di Angelo Gallo invece (Outfit, tecnica mista, 2017), ispirati probabilmente ai quadri – trappola di Daniel Spoerri, pare vogliano creare un senso di distorsione, di smarrimento, nella percezione di oggetti legati a precisi ambiti della quotidianità ma fissati, fermati, sottratti al movimento, alla frenesia, alla vitalità del reale. Una riflessione ottica che vorrebbe disturbare l'abitudine dell'osservatore, ponendosi dunque come strumento di diseducazione al consueto, come invito a rompere gli argini sicuri della routine giornaliera imposta verso un fluire libero, capace di punti di vista nuovi, di opinioni divergenti, di ribellione, di individualità più marcate. 
Perché il punto di fuga comune, verso cui confluiscono le linee linguistiche e concettuali di due artisti così incredibilmente diversi ma comunicanti e amalgamati, è la messa in discussione del modello egemone, dell'organismo mutante della globalizzazione, di una normalità dai lineamenti troppo comuni, della perdita di diversità.

Le prime tappe per completare il Login: Lamezia e Sorbo San Basile

Quattro i momenti che hanno scandito il progetto durante il suo percorso:

Il 12 Maggio 2017 Login si aziona sul corso Giovanni Nicotera di Lamezia Terme, con il supporto del collettivo Manifest. Una performance, che ha trasferito per otto ore gli arredi di uno spazio domestico nel pieno centro di una città in preda alla frenesia contemporanea. Tappeti e cuscini prestati alla dilatazione del tempo, all'immersione totale nella lettura, una sfida a spezzare le consuetudini imposte,  per un ritorno a coltivare inclinazioni, interessi, identità differenziate.

Il 4 Giugno 2017 il duo approda a Fiumefreddo Bruzio, dove la maestosità del Castello della Valle ha fatto da scenografia perfetta al loro Millennium Bug. Un'installazione di numeri binari con più di 100 elementi a celare la data del Millennium Bug, quel 20 Gennaio 2017 che vide Donald Trump firmare come presidente degli Stati Uniti d'America. Un'interferenza sincronica tra il tempo informatico e il tempo della natura e della creatività artistica.

Il 9 Luglio 2017 è il momento di fermarsi a contemplare. Login approda al MABOS, il Museo d'Arte del Bosco della Sila, Sorbo San Basile (Catanzaro). Il processo di identificazione necessita di una più profonda riflessione, immerso nella natura più selvaggia. Per ricaricarsi, per riscoprirsi, per andare avanti, per completarsi. Charging Point è cosi il nucleo di un dialogo tra energie primitive, il baricentro attorno al quale si condensano le forze generatrici dei quattro elementi naturali: terra, aria,acqua e fuoco. Un'installazione circolare, un percorso audio-tattile capace di creare un momento di reale rottura, un disconoscimento momentaneo ma significativo, capace di svincolarci dalla paternità impropria di una società deviante. La fragilità umana ritrova le radici della sua identità originaria nell'essenziale. Il viaggio è quasi vicino all'approdo.

Login, tappa a Fiumefreddo Bruzio

Login, tappa a Cleto

Ologrammi a Cleto

Dal 19 al 21 agosto, in occasione del Cleto Festival, si sviluppa Community nel borgo spopolato di Cleto. Ologrammi trasparenti attaccati ai vetri rianimano le vie oggi cariche di memorie, riflettono sull'abbandono, sulla modernità che crea emarginazione, sui padri e le madri cresciuti fuori da questo circuito della dimenticanza ma investiti in pieno dai suoi effetti, sulla comunità che disconosce o dimentica gli elementi portanti della propria struttura. Le finestre, le luci accese, le case vuote diventano cosi il filtro che rompe il limite fisico tra ciò che rimane e ciò che s'è perduto. Si affaccia alla finestra la memoria storica del luogo con le fattezze di volti segnati dal tempo. È la forza comunicativa dell'immagine fotografica che si fa veicolo, ancora una volta, di una continuità oltre la dimensione fisica del tempo e dello spazio. 

 

La Calabria che nutre l'arte
«Non è stato difficile intraprendere un percorso del genere nella nostra regione. Camera 237 nasce in realtà a Novembre del 2015, quando io, Angelo Gallo, Denise Melfi, Martina Parretta, abbiamo esposto “Spettacolo Dominante” al Photocontainer Art Fair & Festival di Torino. Da li in poi, una serie di progetti tutti calabresi e molti cambiamenti interni alla formazione, fino a oggi, in cui Camera 237 siamo io e Angelo  - racconta Lucrezia Siniscalchi - E il pubblico ha reagito. A noi interessa questo, confrontarci con ogni aspetto del reale, con ogni tipo di reazione, anche quando non è quella che ci aspetteremmo di suscitare. La Calabria è stata generosa in questo, nell'offrirci davvero una varietà di risposte che sono comunque nutrimento».

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