Sul palco del  Kaulonia Tarantella Festival

il grido di dolore di Mimmo Lucano per Riace  

e l'elogio dell'accoglienza

del governatore Mario Oliverio 

di Annamaria Crupi e Donata Marrazzo | 30 Agosto 2017

Un finale col botto. Il Kaulonia Tarantella Festival ha chiuso ieri sera con numeri e performances da grande evento internazionale: almeno 20 mila spettatori  e 14  esibizioni in 5 giorni.  Tutto il meglio del folk italiano (e non solo), esplosivo, scalpitante, tribale, istintivo. Contaminato fino alla world music. Versi, ballate, canti popolari e tarantelle per la prima volta hanno contagiato anche i comuni limitrofi.  Roccella, Siderno, Locri e Marina di Gioiosa, insieme a Caulonia, hanno condiviso la musica di tante comunità messe insieme, e la protesta,  il dolore, la malinconia, le storie d'amore raccontate da canti e tamburi, danze, organetti e chitarre battenti.

La direzione di Mimmo Cavallaro

Sotto la direzione di Mimmo Cavallaro, lo storico festival della musica popolare, alla XIX edizione, ha radunato i protagonisti della scena nazionale e internazionale, dai 99 Posse, agli Al Qantarah, la band pugliese dei Terranima, i tamburi a cornice di Davide Campisi, il Trio Mandili dalla Georgia, il cantastorie Nando Brusco. E tanto di più. Anche molti progetti locali, come lo Shalom Vocal Ensemble, realtà musicale di Caulonia che, sulle scritture del Maestro Carlo Frascà, indaga nelle sonorità della musica calabrese. Un progetto fatto in casa, in linea con lo spirito dell'ultima edizione del Tarantella Festival, quello di rappresentare tutto il territorio. Un successo tale da prevedere, per il prossimo anno, il coinvolgimento di altri comuni della Locride. Che in Calabria  è di fatto il principale distretto della musica, con il festival della tarantella e con quello del jazz di Roccella. C'è già l'impegno di molti sindaci, a partire dalla prima cittadina di Caulonia Caterina Belcastro. Il regista Angelo Resta ha riassunto tutto il senso della manifestazione in un film.

Sul palco il tema dell'immigrazione

Tradizionale, mediterraneo, arcaico, ancestrale nei suoni, contemporaneo nei temi, il festival ha chiuso con un appassionato dibattito sulla migrazione. Anzi, sul modello Riace, un mix di accoglienza, integrazione, sviluppo, che  è al capolinea. Il sindaco Mimmo Lucano e il presidente della Regione Mario Oliverio sullo stesso palco, dalla stessa parte. Contro le politiche di chiusura dell'Italia e dell'Euopa. Perché? 

Il ministero dell'Interno non riconosce  al comune di Lucano (fra le persone più influenti al mondo secondo Fortune, la cui testimonianza è stata richiesta nelle più prestigiose università d'Europa: prima dell'estate era a Cambridge) i bonus e le borse lavoro degli ultimi tre anni, strumenti indispensabili per la gestione degli immigrati. E per tenere in piedi anche percorsi di formazione, un asilo multietnico ("sono nati tanti bambini"), un ambulatorio sanitario (che cura pure i locali).  

"I migranti non arrivano qui col visto turistico" - Parla Mimmo Lucano
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Oliverio, «Riace, un'esperienza alta che va sostenuta e rilanciata»

Nel filmato, il presidente Oliverio, la sindaca di Caulonia Caterina Belcastro, il giornalista Tommaso Labate e il sindaco Lucano 

Ventimila firme per Riace

Il problema apparentemente è solo burocratico, ma impedisce di fatto al comune di andare avanti. Martedì prossimo i vertici del ministero saranno in Calabria per discutere con il sindaco che però ha già annunciato di non poter cedere ad alcuna trattativa. E di voler chiudere, senza alcun ricatto, un'esperienza diventata evidentemente "scomoda e fastidiosa". Le petizioni a sostegno del sindaco sono su tutti i social: raccolte 20mila firme in pochi giorni ("come un referendum"). Il gioverntore Mario Oliverio si schiera con Lucano, a sostegno di una Calabria dell'accoglienza. Lo ha fatto ieri sera con un intervento apassionato, davanti a 5mila persone. Il dibattito è stato preceduto dalla poiezione di Mer Rouge, un film  di Alberto Gatto, prodotto da Bird Production. Poi, dopo il concerto di Mimmo Cavallaro e del Trio Mandili, si è ballato fino all'alba.

Il tour di Oliverio nella Locride

Riace rappresenta non un modello caritativo ma sociale,  travolto dalla burocrazia. Un esempio straordinario di accoglienza e integrazione che ha stimolato nuovi progetti e ispirato nuovi comuni. Noi sosterremo Lucano - ha dichiarato il governatore Mario Oliverio, a conclusione di una lunga giornata dedicata alla Locride. Partita dall'Antica Kaulon, un luogo visitato durante l'ultima campagna elettorale: «Sono qui oggi per verificare l'andamento dei lavori  per i quali abbiamo investito due milioni e mezzo di euro. Un impegno, quello di  di mettere in sicurezza il sito, patrimonio storico culturale di inestimabile valore nel percorso della Magna Grecia, attraverso un progetto di difesa della costa,  assunto all'inizio del mio mandato». 

Mario Oliverio all'Antica Kaulon
Sulla diga del Lordo
Con Nik Spatari
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Dall'Antica Kaulon al Musaba, passando per la diga del Lordo

Poi tappa a Bovalino, alla presenza del sindaco Vincenzo Maesano, del primo cittadino di Bianco Aldo Canturi,  del  procuratore di Locri Ezio Arcadi, per parlare di dissesto idrogeologico e di difesa della costa. «Il patto con il Governo è operativo e a settembre partiranno progetti importanti per quest'area che presenta forti criticità. Meno di un mese fa ho approvato una delibera di giunta che prevede circa 53 milioni di euro destinati a interventi di bonifica e risanamento del territorio, fiumare comprese».  Sopralluogo alla diga del Lordo, nel territorio di Siderno (risorse per 120mila euro), «la grande incompiuta», vuota e inutilizzata dal 2013, che necessita di interventi strutturali. «Nei prossimi giorni mi recherò anche sul Melito e sull'Esaro, invasi importanti e che devono servire le popolazioni». Infine prima dellaTarantella di Caulonia, una sosta al Musaba di Mammola,   omaggio a Nik e Hiske Spatari, con  l'impegno di completare l' opera  del Maestro.

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