Cascate di Campanaro

Zagarise, dal 21 al 24 settembre

Giardini delle Esperidi, quando il margine diventa centro in nome della paesologia

di CalabriaCult | 21 Settembre 2017

È il dialogo della Calabria con le sue aree interne. Con quei borghi della Presila che ora si sentono centro: Giardini delle Esperidi, il festival ecosostenibile della Calabria (dal 21 al 24 settembre), a Zagarise, sperimenta e trasforma la marginalità, il limite, ciò che è piccolo, in valore, insegnando a produrre bellezza. Con riflessioni, confronti, ma anche interventi concreti: già nelle passate edizioni, il festival è stato l'occasione per ricostruire un’antica fonte ai piedi del paese sotto gli occhi commossi degli abitanti più anziani, per trasformare la Torre Normanna in centro espositivo che è anche un salotto.  Per riscoprire  l’arte – oltre che il mestiere – che sta dietro la tessitura dei tappeti, tipica della zona, dietro la maestria dei cestai, dietro la cucina tradizionale.  

 

Resilienza identitaria (come quella delle patate della Sila)

La scorsa primavera Giardini delle Esperidi  ha coinvolto le comunità (bambini compresi) in laboratori artistici e sulla proprotezione dei  luoghi e dell'identità. Quest'anno, per la terza edizione,  si spinge verso  progetti ecosostenibili di ricostruzione urbana (e rurale): Landscape peels (bucce di paesaggi) è un’azione di  “resistenza protettiva” (buccia) dei territori e delle comunità che vivono nelle aree interne a difesa e resilienza delle loro tradizioni, terre, produzioni, cultura e paesaggi (l’amido) e quindi della cultura ambientale e sociale della Calabria. Una resilienza “forte ed identitaria” come la buccia di patata della Sila, patata della montagna di versante cosentino e catanzarese. È un'idea di Pensando Meridiano che realizzerà un percorso esperienziale di luci, design e narrazione tutto rigorosamente ecosostenibile con pannelli realizzati con tessere giuntate, ideate in versione originale per il festival, con struttura stampata in 3D e inserti di stoffa, che attraverso dei simboli, narrano la storia della coltivazione della patata della Sila, la sua produzione geografica, la sua cultura produttiva e del lavoro, connessa a territori e comunità.

Ricostruzione  della "machina da 'a lana"

Fra i lavori in programma, anche la ricostruzione di un antico opificio tessile di origine basiliana, “a’ machina da’a lana”, un’enorme opera di architettura industriale che sarà riportata alla luce per iniziativa del Festival e del Comune di Zagarise.

Il concept è innovativo e sentimentale,  fatto di storie di briganti e paesaggio, trekking, musica e installazioni di poesia visiva(lo scorso anno intervenne Franco Armini) per celebrare  Zagarise, Albi, Magisano, Soveria Simeri, le Valli Cupe, il Parco Nazionale della Sila, come i luoghi del nuovo turismo esperienziale, responsabile ed ecosostenibile. Un evento, fondato e diretto da Maria Faragò, voluto e promosso dal sindaco del Comune di Zagarise Domenico Gallelli, che vuole sviluppare il senso di appartenenza ai luoghi.

I sindaci dell'area ( Domenico Gallelli di Zagarise, Giovanni Piccoli di Albi, Antonio Lostumbo di Magisano e  Mario Amedeo Mormile di Soveria Simeri) si sono incontrati il 12 settembre per confrontarsi sul  “fare rete tra i borghi” della Presila.  "Per portare la Sila nel mondo e le comunità del mondo a conoscere la Sila".

Giardini delle Esperidi, edizione  2016

Ecco i prossimi appuntamenti:  per l’incontro di apertura (il 21)  si radunano tutti i partner e gli enti amici del Festival, come il Comune di Prato, il Parco Nazionale della Sila, paesologi, antropologi, archeologi per parlare di  Mediterraneo rurale. Con pic-nic d’autore e intrattenimenti.  Trekking poetico nel Canyon Timpe Rosse, appena bonificato, opera d’arte naturale di arenaria rossa che si snoda attraverso la Sila piccola. Durante il festival interventi di spaesamento con l’antropologo Mauro Francesco Minervino, Marino Magliani, Domenico Dara.

Conversazioni con l’etnobotanico Carmine Lupia direttore della Riserva Naturale Regionale Valli Cupe, i rappresentanti del Parco Nazionale della Sila, reading teatrali e di poesia (Grazia Fasanella, Imma Guarasci), per celebrare infine la cucina calabrese con gli showcooking di Anna Aloi per LaC Tv. Workshop di fotografia con Damiano Errico che, con la collaborazione di Pietro Siragusa e dello stilista Ben Talarico, rivelerà le regole dello scatto perfetto nelle lezioni di Boschi, natura, nutrimento.

Blitz  poetici e musicali con la musica di ricerca di Pierluigi Virelli e Giuseppe Muraca che recuperano, studiano, conservano la preziosa tradizione orale calabrese. Che si fa teatro  con la regista e attrice Imma Guarasci in una performance sul ciclo carolingio in Calabria. Sul Ponte delle Prenete racconti di creature leggendarie sul significato dell’acqua della Sila con l’archeologo Francesco Cuteri.

Sono previste, infine, quattro mostre permanenti nei luoghi di maggiore rilevanza storica del paese di Zagarise: Poesaggio, installazione di poesia visiva di Anna Petrungaro, i Racconti zagaritani di Dario Borruto, gli Sguardi paralleli di Salvatore Minervino e i taccuini dell'edizione 2016 di GdE, L’artista, la sega elettrica e altre storie, di Doris Maninger, tutte forti testimonianze artistiche del cammino percorso dal festival in questi anni.

Fra le idee in divenire, Bella per forza 30x60 il progetto di arte partecipativa che l’artista austriaca Doris Maninger ha realizzatoin collaborazione con il Comune di Prato e che nei mesi scorsi ha entusiasmato molte comunità in tutta la Calabria: un tappeto-collage senza fine, che unisce, si trasforma , trasforma.


 

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