Gerace, la Cattedrale

Gerace valorizza il suo borgo e i suoi abitanti con azioni di "Healthy aging"

di Annamaria Crupi | 4 Luglio 2017

La città delle 100 chiese, sede storica della diocesi di Locri, non è più solo uno dei borghi più belli d’Italia e il sito su cui sventola una delle bandiere arancioni del Touring Club. Da oggi entra anche a far parte della rete italiana dei “Borghi della salute”, con l'obiettivo di trasformare i luoghi in spazi virtuosi dove promuovere la salute, il benessere e migliorare la qualità della vita delle comunità. Di fare dei vecchi centri storici ambienti che favoriscano l'attività fisica, socio-relazionale, spirituale e solidaristica, rafforzando il rapporto tra borgo e territorio. Un'idea che richiama le politiche della Comunità europea della Healthy aging a favore dell'invecchiamento attivo. Fanno già parte della rete altri comuni della Calabria come Acquappesa e Rossano.

La presentazione dell’iniziativa, avvenuta  pochi giorni fa  nella Chiesa di San Francesco, ha sancito ufficialmente l’ingresso del Comune nel circuito dei “Borghi della Salute”. Un programma di lavoro, prima che un riconoscimento, presentato nel corso di un weekend dedicato alla valorizzazione dei borghi storici e dell’entroterra della Locride che punta ad approfondire il concetto di benessere e di salute per i cittadini. Proprio laddove è più forteil rischio dello spopolamento.

 

 

“I nostri territori - dichiara la referente del progetto "Appennino" di Slow Food Marisa Gigliotti - hanno bisogno di maggiore promozione territoriale,  ma l'obiettivo più importante è quello rafforzare la loro identità, valorizzando e sostenendo le scelte di chi, anche in condizioni a volte difficili, decide di continuare ad abitare questi luoghi suggestivi ma in via di abbandono. Per far rivivere questi territori non basta riempire le case vuote di turisti. Occorre ricostruirli nel rispetto della natura e della struttura originaria, riportandoci poi la vita».

Marisa Gigliotti

In prima linea il sindaco di Gerace Giuseppe Pezzimenti che promuove socialità e attività fisica attraverso gruppi di cammino, solidarietà, tutela e salvaguardia delle biodiversità, certificazione di qualità delle produzioni agroalimentari locali: un percorso di consapevolezza e di diffusione di buone pratiche che porterà ad azioni che riguarderanno  tutti i cittadini del comprensorio reggino.«La Locride - continua la Gigliotti - offre aspetti sia naturalistici che culturali unici che ne fanno un luogo privilegiato per sperimentare il progetto dei Borghi della salute. L’idea è quella di mettere insieme i piccoli comuni dell’area interna per sottoscrivere con le amministrazioni un protocollo di intenti.”

E già dialogano per entrare tutti nella rete. Come Antonimina, il paese del grande complesso termale della Locride, con il nuovo sindaco Luciano Pelle, e Ciminà, rappresentata dalla giovane prima cittadina Giusy Caruso, rinomata per il Caciocavallo, una delle Deco calabresi.

«È necessario far conoscere i territorio attraverso la scoperta di scorci e paesaggi, di angoli e piazze dimenticati, di centri storici abbandonatu, di emozioni e suggestioni suscitate dal cibo e dai piatti della memoria. Condividere metodi e filosofia in linea con quanto già avviato in termini di tutela ambientale, lo sviluppo e la crescita sostenibile e la promozione culturale», ha spiegato Marco Tagliaferri, diabetologo e presidente nazionale dell’associazione Borghi della salute.

Interessati all'iniziativa il presidente del Parco d’Aspromonte Giuseppe Bombino, il console Touring Club italiano area jonica Giuseppe Panetta, il presidente delle Terme Antonimina Locri e del  Gal Terre Locridee Francesco Macrì, il presidente dell'Istututo nazionale di Urbanistica per la Calabria Domenico Passarelli, Giovanni Misasi, referente locale del progetto Borghi della Salute e presidente dell'associazione scientifica Biologi senza Frontiere.

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