(PAESAGGI UMANI)

Emanuela, coraggio&filosofia

"Ci sono tanti modi di avere coraggio. A volte il coraggio significa andarsene e mollare tutto. A volte significa restare. Sono sempre stata considerata una che non ha il coraggio. E forse è la verita, non ne avevo. Sono una calabrese di adozione. Nata a Milano, 36 anni fa, da genitori siciliani. Ho sempre avuto difficoltà a provare quel senso di appartenenza ad una terra, proprio di chi in un luogo è nato e cresciuto. Però la Calabria l’ho amata da subito e non c’è stato giorno, da quel 1991 che mi ha visto approdare in via Todaro di Rende, che non abbia ringraziato la provvidenza per avermi condotta qui. Quattromiglia di Rende era allora un paesello di campagna. E io adoravo i campi verdi che vedevo dal balcone, le balle di fieno e le passeggiate con mia nonna a raccogliere finocchietto selvatico per la pasta con le sarde.

Allora avevo solo 11 anni, ma credo che già avessi chiaro che io, la Calabria, non volevo più lasciarla. Così sì, non ho avuto il coraggio. Quando è stato il momento, quando andava di moda andare via, io restavo. E restando assorbivo, ogni giorno di più, un po’ di quel disfattismo secondo cui se resti non hai speranza.

Poi la laurea in filosofia a 22 anni, infiniti sogni e tutta la vita davanti. Il master in web designer, i workshop, la formazione, i titoli conseguiti e tanti lavoretti saltuari. Amo il fai da te, il riciclo creativo e leggo i testi dei filosofi tra strumenti per il decupage e un po’ di restauro. “Impara l’arte e mettila da parte”. Così ho cercato ogni giorno nuovi modi per incanalare tutta quella creatività che non riuscivo a tenere a bada. Ad un tratto è anche successo che mi sono convinta anch’io di non aver speranza in Calabria e mi sono fermata per un po’. La mia bambina, il mio essere madre mi hanno assorbito completamente. Non fosse stato per quella benedetta creatività che non mi lasciava in pace, sarei stata anche bene così.

Ma è bastata una telefonata con un’amica in cui si parlava di librerie per ragazzi e non ho avuto più un attimo di esitazione. Da lì ho capito il senso de Il Piccolo Principe, quando si legge che le cose più grandiose accadono quando si è animati dal sentimento dell’urgenza. Il 17 settembre 2016 ho inaugurato “Unicorni di carta”, la mia libreria per ragazzi a Taverna di Montalto Uffugo. Più di 400 persone, tutte incuriosite, perplesse, incredule e affascinate. La mia libreria è diventata un punto di riferimento. Non vendiamo libri e basta. Li raccontiamo. Li leggiamo. Li assaporiamo.  Al punto da costruire, intorno ai libri, feste di compleanno innovative e ricche di proposte, oltre ad organizzare ogni mese attività creative e letture animate. Un’area relax e una piccola biblioteca per ragazzi. 

E poi la filosofia. Sono diventata Teacher di Philosophy for Children, una pratica filosofica da sperimentare ogni giorno insieme ai bambini. Applicare il pensiero critico ai fatti della vita quotidiana, ascoltare le voci dei bambini e assaporare il loro modo di colorare i significati della realtà. Questo mi dà linfa vitale ogni giorno e mi fa comprendere l’utilità di ciò che faccio per far sì che quei ragazzi capiscano da sé il vero senso del coraggio, scelgano in autonomia cosa fare della propria vita e soprattutto come prenderla a morsi. Oggi so che sono all’inizio di un cammino. Che il cammino mi regala continuamente stimoli e preoccupazioni in quantità giusta perché possa dire che ne vale la pena. So che in questi primi mesi ho raccolto tante soddisfazioni, ma non sono una che si bea dei traguardi, ma amo piuttosto ingripparmi sui dubbi. Tutto è possibile. In Calabria come in Lapponia. E la cosa più importante che ho imparato, è che quello che conta non è la meta, ma il cammino".

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