Tra archeologia e realtà virtuale, ecco il nuovo MaRc

di Donata Marrazzo  14/01/017

Duecentodiecimila visitatori in un anno, 3643 in un giorno, quello di Capodanno, più che agli Uffizi: il Nuovo Museo archeologico di Reggio Calabria sbanca. A nove mesi dalla sua inaugurazione (è stato ampliato, ristrutturato, riallestito con 34 milioni di euro stanziati da Governo, Mibact e Regione) risulta il più visitato fra i musei del Sud, in Europa uno dei più rappresentativi della Magna Grecia.

"Il MaRc è uno spazio vivo"

 “Questi numeri dimostrano innanzitutto che il MaRc è uno spazio vivo, dinamico, che si anima di mostre temoporanee e di eventi che dialogano di continuo con la città, i suoi abitanti e i turisti che la visitano”, dichiara Carmelo Malacrino, direttore del MaRc. Archeologo e architetto (una sfilza di specializzazioni, dottorati e ricerche come quella su  Acqua e Architettura nell’Asklepieion di Kos), Malacrino è il fautore di una  nuova stagione di rilancio culturale che parte dal museo archeologico e si allarga a tutto il territorio. Modificandone in positivo la percezione.

 

 

 

 

I Bronzi, le collezioni permanenti, le mostre temporanee

Non solo i Bronzi di Riace al piano primo inferiore del Palazzo, in una sala dotata di un particolare sistema di controllo del clima, per scongiurare fenomeni di corrosione, non solo le ricche collezioni permanenti con pezzi dal paleolitico alla tarda età romana, perfettamente ristrutturati (gioielli, quadretti votivi, tavole bronzee, teste di donne e di figure mitologiche, monete e antiche epigrafi), i reperti di archeologia sottomarina: il Marc ha il calendario mostre temporanee di grande interesse. Come quella già inaugurata dal titolo “Nomisma. Reggio e le sue monete”, a cura di  Carmelo Malacrino e Daniele Castrizio dell'Università di Messina. Fino al 31 marzo sono esposte al pubblico 150 monete in oro, argento, elettro e bronzo (custodite nei depositi di Palazzo Piacentini), alcune delle quali mai mostrate prima, che raccontano la storia della città fino al Medioevo. “I reperti di un museo hanno senso se diventano oggetti parlanti – spiega  Malacrino – Parlando svelano segreti e storie del passato raccordandole con il presente”.

 

Nuovi servizi a supporto del MaRc

A decretare il successo del MaRc anche la partecipazione dell’amministrazione comunale che ha messo in campo una serie di iniziative per migliorare la fruibilità della struttura. Da Palazzo Piacentini partono le navette per la visita agli spazi museali di Reggio Calabria e sono stati disposti, a seguito di un accordo con il Parco Nazionale dell’Aspromonte, collegamenti con l’area grecanica “per rafforzare il binomio natura-cultura che in questa zona esprime tutto il suo potenziale”, aggiunge il direttore.

Il prossimo passo sarà in direzione delle nuove tecnologie:” Siamo pronti a definire dei percorsi tattili per visitatori non vedenti, dotandoli di tablet con particolari applicazioni. A coinvolgere i più piccoli e soprattutto a rendere più immersiva l’esperienza della visita al Marc”. L’ipotesi è di avvalersi della realtà virtuale per collegare a Reggio Calabria le altre aree archeologiche:  i siti di Locri, di Sibari, diventeranno tappe di un unico percorso. Insieme racconteranno per intero la storia antica della Calabria.

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