L'Ottocento, l'Età dell'Eleganza, 

a Cosenza il gusto di un'epoca

di Elisa Longo  | 12 Luglio 2017

 La testimonianza più diretta dei gusti delle donne calabresi negli anni tra il 1850 ed il 1910, della loro apertura alle mode straniere, di una Calabria  bene inserita nei circuiti commerciali dell'intero continente: a Villa Rendano, fino al 28 luglio, c'è "L’età dell’eleganza”, una mostra sull'artigianato tessile che  espone gli originali della collezione Bilotti – Telesio. Un progetto che prende in prestito alcuni pezzi del vasto e variegato repertorio della donazione Bilotti al Comune di Cosenza, dal 2012 parte del Museo Etnografico della città, per focalizzare l'attenzione su una specificità della produzione artigianale e artistica locale. E ricostruire e riproporre una storia dalla forte personalità, con cui il pubblico calabrese, soprattutto cosentino, deve ancora oggi riscoprire la familiarità. Una esposizione che è un percorso nello stile e nei gusti di un'epoca,  attraverso tessuti, decorazioni e ricami calabresi nell’Ottocento, curata dalla sezione demoetnoantropologica e da restauratori della Soprintendenza con la collaborazione,  per l’allestimento, di Simonetta Portalupi della cooperativa “La trama e l’ordito”.

Villa Rendano, l'arioso colle dell'aristocrazia

La  rassegna,  curata dallo storico dell'arte Pietro Frappi,  magnificamente inserita in un contesto - Villa Rendano -  che ha sempre simboleggiato l'arioso colle dell'aristocrazia, quella vista privilegiata dall'alto che ne sottolineava il  rango sociale ed il controllo sul territorio, comunica la volontà degli organizzatori di veicolare un messaggio di grande valore storico e culturale.   “L’identità culturale va riaffermata preservando e arricchendo la memoria attraverso la conservazione, lo studio e la comunicazione delle testimonianze della nostra tradizione”:  Roberto Bilotti, filantropo e mecenate per eredità genetica, è da sempre attento alla cultura e alle tradizioni calabresi e   sottolinea la necessità di vedere dietro a questa operazione, non uno scontato revival, non una passerella che inebri la vista delle signore attente al costume, non una farcia dal bell'aspetto per rimpinzare il palazzo ottocentesco. Perché l'artigianato tessile in Calabria è stato gemma preziosa della tradizione contadina e dell'economia mercantile, il tassello di congiunzione tra la coltivazione della ginestra, l'allevamento del baco da seta ed i grandi viaggi verso le più ambite mete industriali europee. Un'attività connessa al lavoro delle ricamatrici, delle merlettaie, dei calzolai che confezionavano i capi per le signore abbonate alle riviste di moda internazionali, che faceva acquisti a Parigi.

L'artigianato tessile in Calabria è stato gemma preziosa della tradizione contadina e dell'economia mercantile, il tassello di congiunzione tra la coltivazione della ginestra, l'allevamento del baco da seta ed i grandi viaggi verso le più ambite mete industriali europee.

Parte della collezione Bilotti- Telesio alla Casa delle Culture

Lo stilista come un pittore rinascimentale

Ogni abito è la tela su cui si esercita l'espressione creativa dell'artista della stoffa, che calibra linee, densità e colori alla stregua di un pittore rinascimentale: davanti alla praticità del lavoro artigianale si esibisce dunque un estro che diventa identità tangibile dell'autore, che rende ogni abito un pezzo irripetibile; ogni abito ha trattenuto nel tempo, nei filamenti preziosi che delimitano le trame decorative, il rapporto col passato ed i suoi idiomi grecizzanti, l'interscambio con un futuro dall'accento francese risonante nelle trasparenze dei pizzi.

Sculture di pizzi, rasi e merletti

Nelle stanze della Villa vere sculture di stoffa si animano di pizzi di cantù, rasi di seta, merletti pregiati, decorazioni gallonate in oro, motivi fitomorfi in fili d'argento, tulle di seta, damaschi, lini lavorati ad intaglio, oscillando costantemente tra la moda francese e inglese e la tradizione calabrese, tra gli abiti da sera illuminati con perle di vetro ed i riconoscibili segni di una realtà multiculturale, come bene dimostrano gli abiti tradizionali dei paesi  arbëreshët.

Un'estetica perfetta che invita  a riflettere sulla necessità, soprattutto nel meridione d'Italia, di studi e ricerche comparative, che non escludano ma includano, che non guardino con sospetto alle arti minori, che dimostrino l'esigenza di una collaborazione tra gli studiosi della storia antropologica, artistica, economica, politica. 

 

L'Età dell'Eleganza

fino al 28 luglio

Villa Rendano

Cosenza

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