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COSENZA, L'ANTENNA DEL PONTE DI CALATRAVA

BECCHEGGIA TRA IL CRATI E IL CIELO

di Elisa Longo | 23 luglio2017

Eccolo oggi, alle 16, tra il Crati e il cielo, il quattordicesimo ponte dell'archistar catalana #SantiagoCalatrava. Più tardi verrà issata l'antenna d'acciaio, 104 metri di altezza e 800 tonnellate di peso su una grande struttura di cemento che collegherà contrada Gergeri a via Reggio Calabria, e la città alla superstrada per la Sila, riconnettendo la periferia al centro. Svetterà come un'arpa, dopo una lunga progettazione e 16 milioni di euro spesi. Porterà il nome di Nicola Calipari, agente segreto italiano ucciso da soldati statunitensi in Iraq. I lavori saranno ultimati a settembre.

Riconoscibile nelle forme dinamiche in cui riecheggia una natura vibrante e si fondono soluzioni estetiche a innovazioni tecnologiche in una bizzarra e mirevole funzionalità, il ponte di Calatrava in Calabria sarà il terzo in Italia ma il primo del Meridione, nonchè il ponte strallato più alto d'Europa. I lavori saranno sono stati affidati ai da tecnici e operai dei Cantieri Cimolai di Pordenone.
 

La città di Cosenza decide cosi di far dialogare sulla scia del Crati due realtà e due modi di intendere la bellezza, quello più conservativo, che riconosce nella materia storica del ponte d'Alarico le fattezze della propria identità, e quello che invece chiama in causa il più ragionevole dei confronti con l'identità nuova del futuro. «Un evento di straordinaria rilevanza per la Calabria,  che arriva a concretizzarsi dopo ben 15 anni di attesa», come dice carico di entusiasmo il sindaco Mario Occhiuto. 

Il ponte, che per sua natura collega, crea coesione unendo ciò che in natura è separato,  si inserisce perfettamente in un progetto di riqualificazione urbanistica ed anche sociale, che vuole avvicinare la periferia al centro della città, accorciando le distanze, anche in termini metaforici, contenendo lo spazio ne descrive la sua totalitá.

Ma come nella migliore tradizione delle opere di Calatrava,  il ponte  sta sollevando  mugugni, polemiche e contestazioni di vario genere, sia per la presenza della baraccopoli sulla sponda destra del fiume sia per  la questione di una mancata bonifica dell'area del cantiere. 

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