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AltRove Revolution, a Catanzaro

la IV edizione del Festival dell'Arte Pubblica

AltRove quest'anno supera resistenze, barriere e confini (mentali) e conquista il centro storico di Catanzaro. A disposizione della IV edizione del  Festival dell'arte pubblica non più muri di periferia e spazi marginali, ma il cuore della città. Dal 20 al 22 luglio importanti street artist della scena  internazionale entreranno in azione con 8 interventi di arte urbana, un grande allestimento di architettura relazionale e una serie di eventi: indicheranno a modo loro, con segni, composizioni e colori,  nuovi utilizzi dello spazio pubblico. Con il placet dell'amministrazione comunale. Un'occasione speciale per riscoprire il valore culturale, storico e turistico della città, alla quale andranno in dote molte delle opere d’arte realizzate dagli artisti: dove spesso sembra dimenticata ogni bellezza, troveranno spazio  murales, sculture e installazioni.

Eddie e Vincenzo, quelli strani

«All'inizio eravamo quelli strani che facevano cose strane - racconta Eddie Suraci, fondatore di AltRove con Vincenzo Costantino -  Ora non più. La città ci ha osservato e ha capito. Siamo stati anche uno stimolo: abbiamo visto sorgere intorno a noi, oltre noi, realtà bellissime. Per cui ora, dopo 4 anni del nostro Festival, Catanzaro è nuova non solo esteticamente, con 40 opere d'arte pubblica tra la città e il lido, ma è cresciuta culturalmente e con lei con la  gente  che segue, partecipa, propone, condivide. Perfino gli anziani  sono interessatissimi a quello che succede». E il dialogo si è aperto e ha coinvolto tutti, anche le istituzioni:«Non è un compromesso. Esprimiamo conflitti e provochiamo cambiamenti anche se comunichiamo con il Comune,  se chiediamo autorizzazioni e rispettiamo regolamenti. È una parte del lavoro, necessario, sacrosanto. E spesso troviamo gli interlocutori giusti». Questa è rigenerazione urbana.

Gonzalo Borondo, 3ttman e gli altri

Il linguaggio astratto dello scorso anno cede il passo per questa nuova edizione alle performances di pittori espressionisti, surreali e naif, fotografi ed artisti audio/visual che lavoreranno su muro, vetro, tessuto, ferro, cemento.

È già pronto lo spagnolo Gonzalo Borondo, che ha composto una delle sue più vibranti e struggenti opere pittoriche su vetro, facendo ricorso a quel graffio che lo ha reso uno tra i più importanti  street-artist under 30 al mondo: "ARIA" è  un' opera monumentale realizzata in serigrafia su oltre 185 lastre di vetro. Sono 73 figure installate all'esterno del Complesso del San Giovanni che cambiano la percezione del paesaggio, eterna fonte di spirito, bellezza e differenza, nonostante l'uomo. In tutte una donna nel vento e una nuova coscienza.

Insieme a Borondo - surrealisticamente -  il francese 3ttman (spagnolo d'adozione): il suo stile è un mix di esperienze, colori e materiali,  una compenetrazione di tecniche artistiche e scultoree, che lo posiziona a metà strada tra belle arti, arti applicate e artigianato.

All'opera anche l'argentino Jorge Pomar (Amor), gli italiani Ciredz e Andreco.

 

Eventi collaterali

Giovedì 20, venerdì 21 e sabato 22 luglio 2017, all’interno del centro storico di Catanzaro, si esibiranno musicisti, performers e visual artist. Tra questi i Ninos du Brasil (giovedì 20) progetto musicale di Nico Vascellari, considerato internazionalmente uno degli artisti visivi più importanti della sua generazione: un'esperienza mistica e liberatoria che porta avanti  lo spirito delle parate carnevalesche di Bahia, la fisicità dei concerti hardcore, la coralità delle tifoserie della curva e la techno primordiale; con loro anche Matteo Vallicelli, compositore e batterista italiano di grande talento (The Soft Moon, Wildmen, Smart Cops) che presenterà il suo primo album solista, uscito per l'etichetta americana Captured Tracks. Venerdì 21 sarà la volta di Dardust, ensemble ideato dal pianista, compositore e producer Dario Faini, il primo progetto italiano di musica strumentale capace di unire il mondo pianistico minimalista all’attuale immaginario elettronico di matrice nord europea. Sabato 22 protagonisti saranno invece gli strumenti analogici di GIVDA, capaci di disegnare rotte avant-futuriste a suon di techno e krautrock, e la ricerca sonora dei Bamboo, collettivo romano che crea musica con strumenti “alternativi” del tutto lontani da quelli tradizionali.

Gli allestimenti li cura lo studio di architettura GRRIZ, che negli ultimi anni ha progettato e realizzato l’esterno del Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia e uno dei laboratori del Museo MAXXI di Roma.

Nelle immagini e nei video il manifesto e la visione di Eddie Suraci e Vincenzo Costantino

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