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Bartocci ha camminato lungo l'ampio perimetro delle criticità e delle bellezze della nostra regione, giungendo a un momento di riflessione che, dal sottosuolo della miniera settecentesca di Vallefiorita, si è manifestato pensiero visibile, idea di muralismo d'avanguardia nel caos urbano della città per Altrove Festival

L'artista mette in scena una danza fluttuante di corpi che si intrecciano, si incontrano, si scontrano e poi si fondono fino a svelare l'anima della terra madre, il cuore fluido della materia magmatica che li costituisce

"MINIERA", ESPRESSIONI DINAMICHE DAL SOTTOSUOLO

Al MAM di  Cosenza la personale di Giorgio Bartocci

di Elisa Longo

A distanza di un anno dalla prima personale di Giorgio Bartocci a Catanzaro negli spazi di Altrove Gallery, “Miniera", ovvero espressioni dinamiche dal sottosuolo, approda al MAM di Cosenza, da oggi fino al 20 Giugno. Non una replica, ma una prosecuzione, un progetto che unisce idealmente due poli importanti per l'arte in Calabria. Tra le opere esposte, due omaggi a Sanguinis Effusione e Madre Nostra, donate al territorio catanzarese nel 2015 durante un periodo di residenza, che diede a Bartocci la possibilità di camminare lungo l'ampio perimetro delle criticità e delle bellezze della nostra regione, giungendo a un momento di riflessione che, dal sottosuolo della miniera settecentesca di Vallefiorita, si è manifestato pensiero visibile, idea di muralismo d'avanguardia nel caos urbano della città per Altrove Festival.

Miniera è un luogo della mente in cui si arriva dopo un profondo percorso di introspezione, da cui emergono istinti filiformi, frammenti, capaci di mescolarsi alle pulsioni più dinamiche della vita moderna, che abita la superficie delle cose. Giorgio Bartocci, 33 anni, originario di Jesi, esplora il territorio calabrese partendo dalle viscere, provando a miscelare identità celate con identità visibili, maturando creature che spingono dal buio embrionale per farsi strada e vita nella luce del nuovo mondo. Alternando opacità e luminosità attraverso un dialogo per segni gestuali, l'artista mette in scena una danza fluttuante di corpi che si intrecciano, si incontrano, si scontrano e poi si fondono fino a svelare l'anima della terra madre, il cuore fluido della materia magmatica che li costituisce.

Ma Miniera è anche uno spunto per raccontare quanto il sotterraneo rifletta le incongruenze della superficie, quanto l'individualità rompa gli equilibri della collettività, quanto risulti difficile interagire in un contesto caotico in cui l'azione solitaria domina lo spazio.

«Questa mostra, che da Catanzaro approda a Cosenza all’interno del Museo delle Arti e dei Mestieri, è una grande occasione per tutti. Ed è stata realizzabile grazie alla collaborazione di Francesco Antonio Iacucci, presidente della Provincia di Cosenza, e alla visione di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, curatore scientifico del Museo MAM », commenta Eddie Suraci, cofondatore insieme a Vincenzo Costantino di Altrove Festival. Si parte con il dj set di Roberto Vagliolise.

MINIERA

Fino al 20 Giugno

MAM, Museo delle Arti e dei Mestieri

Corso Telesio 17, Cosenza

di Elisa Longo
ARCHIVIO
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Miniera di Giorgio Bartocci
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