(PAESAGGI UMANI)

Barbara, "Volevo fare il cinema"

Quando ero piccola, parlo degli anni 90, mi percepivo semplicemente italiana … ignorando completamente le dinamiche nord e sud. A 18 anni e 3 mesi, soffrendo immensamente per il distacco da un mondo che mi piaceva, andai a vivere a Roma, lo facevano tutti e sembrava qualcosa di necessario e al tempo stesso  normale. Volevo fare cinema. In poco tempo m’innamorai di Roma,  lei mi ha insegnato a vivere e a guardare le cose con la giusta distanza, perché il mondo è grande e vario, bello e pericoloso. “Scendere” e “Risalire” era come cambiare dimensione tutte le volte. I viaggi in treno erano favolosi incontri con eroi della patria, veterani  del partire e del tornare. Poi dopo 13 anni sempre per caso, così com’ero andata via, tornai. Ed è soltanto facendo ritorno che ho potuto essere ciò per cui ero andata via. Ed ogni volta che guardo il mare dall’alto della Sila mi sorprendo fortunata di questo ritorno. In Calabria mi sono riappropriata del mio tempo e dei miei sogni. Ero andata via per realizzarli ma proprio li mi sono arresa pensando e concentrandomi a sopravvivere: lavorare e guadagnare, vivevo solo il sabato e la domenica. Sono tornata da dove ero partita ma con un bagaglio di idee, voglia di fare, consapevolezza del tutto diverse. Qui faccio quello che mi piace, insieme ad alcuni amici ho dato vita ad una cooperativa sociale e ad un’associazione culturale che si occupa di cinema, ho realizzato il sogno di dirigere un mio docu-film e ogni giorno faccio qualcosa di nuovo. Io sono felice così: tra i miei progetti ed il mare.

Corrado Alvaro diceva : io non so perché amo la mia terra ma so che si fugge e si rimpiange con la sua pena si torna e si vuol fuggire di nuovo, come la casa paterna dove il pane non basta. In questa frase c’è tutto quello che si deve sapere sul dilemma di noi calabresi che non può essere etichettato e semplificato.

La propria terra può deludere, può farsi odiare , può spezzarti il cuore, può devastarti o farti rinascere, può essere tua per sempre ma qualsiasi sia la tua scelta non significa che tu non l’abbia amata profondamente.

E nonostante tutto, nonostante tanto marcio e tanta gente che questa terra la devasta  e involgarisce io ho fiducia e speranza perché la Calabria sta imparando ad essere più consapevole dei suoi pregi e dei suoi difetti, sta imparando a mettersi alla prova, sta imparando a valere e a contare qualcosa, si sta svegliando e inorgogliendo. La Calabria è vissuta da persone che vogliono fare e che vogliono darsi e pur se amministrata da un nulla che le succhia l’anima da secoli non è lontana dalla sua riscossa.

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